Per la prima volta nella storia, l’Italia conquista il podio del Bocuse d’Or, ottenendo uno straordinario terzo posto alla selezione europea. Un traguardo che scrive un capitolo importante non solo per la cucina del nostro Paese, ma per l’intero ecosistema dell’accoglienza.
Ideata nel 1987 dallo chef francese Paul Bocuse, questa manifestazione rappresenta oggi la sfida di alta cucina più prestigiosa al mondo. Promossa con l’obiettivo di valorizzare l’eccellenza gastronomica e le competenze tecniche, la gara mette a confronto squadre di professionisti che rappresentano i diversi Paesi, giudicati da esperti del settore sulla base di creatività, gusto, estetica e abilità di lavorare sotto pressione. Salire su questo podio significa entrare nell’élite mondiale della cucina professionale.
Il team azzurro
Guidata dallo chef Enrico Crippa, Presidente dell’Accademia Bocuse d’Or Italy e Presidente onorario di FIC, l’Italia ha saputo distinguersi per tecnica e maestria nell’interpretare al meglio i temi della competizione, premiando così mesi di preparazione, dedizione e lavoro di squadra.
Questo risultato non è solo un tributo al talento, ma il simbolo di una filiera che sa innovare restando fedele alle proprie radici. Un successo che nasce da impegno, qualità e passione, leve fondamentali per misurarsi ai massimi livelli internazionali. Un approccio che trova piena sintonia con la fiera Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza che rappresenta una piattaforma di connessione tra professionisti, aziende e istituzioni dell’HoReCa, che da sempre sostiene la formazione e lo scambio di conoscenze.
La sinergia con FIC e la centralità della formazione
Il traguardo raggiunto a Marsiglia evidenzia quanto sia oggi determinante il “lavoro di rete” per raggiungere l’eccellenza. In questo scenario, l'intesa storica tra Hospitality e la Federazione Italiana Cuochi (FIC) si consolida come un pilastro fondamentale per l’aggiornamento professionale, in particolare attraverso il coinvolgimento degli istituti e delle scuole alberghiere in workshop, dimostrazioni, contest e cooking show durante i giorni di fiera. Un dialogo costante che contribuisce a rafforzare il legame tra alta cucina e hôtellerie, due ambiti oggi profondamente interconnessi.
Il bronzo del Bocuse d’Or diventa così un esempio concreto dell’importanza di investire nei giovani talenti e nello sviluppo di abilità trasversali. Temi centrali anche per Hospitality, che nella sua 50ª edizione ha ribadito come la conoscenza sia il vero motore di crescita per l’intero comparto.
Verso le prossime sfide del mercato HoReCa
Ristorazione e ospitalità condividono gli stessi valori: cura del dettaglio, standard elevati e capacità di offrire esperienze memorabili. In questo contesto, gli chef, la brigata e tutte le figure che ruotano attorno alla cucina diventano parte integrante della progettazione dell’accoglienza.
Più che un punto di arrivo, questo terzo posto segna l’inizio di una nuova fase, in cui l’Italia può consolidare il proprio posizionamento internazionale valorizzando territori e identità.
Un prestigio già riconosciuto e ulteriormente confermato dall'attestazione della Cucina Italiana da parte dell’UNESCO come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Leggi la nostra news.
Dalla ristorazione d’eccellenza all’hôtellerie, emerge una visione comune: il futuro dell’ospitalità passa dal valore delle persone e dalla capacità di fare sistema. Hospitality continua a promuovere questo messaggio, invitando il settore a investire in formazione, collaborazione e innovazione per costruire un’accoglienza sempre più competitiva, inclusiva e sostenibile.
Complimenti al Team Italia e appuntamento a gennaio 2027 a Lione per la finale mondiale.

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