Il suono dell’accoglienza: accessibilità e nuove idee per l’ospitalità da Casa Sanremo

Saturday, February 28, 2026

Ci sono aspetti dell’accoglienza che sono immediatamente evidenti mentre altri, invece, si percepiscono appena si entra in un luogo: un’atmosfera, una luce, un suono, che ci fanno sentire a nostro agio, oppure al contrario creano disagio, segnalando che qualcosa non è del tutto in sintonia.


Proprio su questa dimensione sensoriale si è concentrata la presenza di Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza a Casa Futuro, lo spazio realizzato insieme a WMF – We Make Future all’interno di Casa Sanremo, durante la settimana del Festival della canzone italiana. Qui l’accessibilità è stata raccontata come valore capace di rendere l’esperienza degli ospiti più ricca e di aprire nuove opportunità per chi lavora nel settore. Musica, tecnologia, ristorazione ed eventi si sono intrecciati in un dialogo sorprendente, mostrando che l’accoglienza non si misura solo attraverso ciò che si vede o si tocca, ma anche con elementi immateriali, spesso sottovalutati.

Tra questi, il suono.

«La musica nei luoghi di accoglienza ha un’importanza fondamentale perché è un linguaggio universale», ha raccontato Alessandro Simoni, tra i giovani pianisti più promettenti del panorama musicale italiano. «Parla a tutti e riesce a generare emozioni. È un simbolo forte di integrazione, inclusione e uguaglianza».


Eppure, negli spazi dell’ospitalità la dimensione sonora è ancora spesso considerata solo un sottofondo. «Molti hotel e ristoranti trattano la musica quasi come un elemento d’arredo», ha osservato Michelangelo Guarise, CEO di Corrd, applicazione e piattaforma tecnologica ideata per offrire un assistente musicale personale. «In realtà è decisiva: contribuisce a definire l’impianto emotivo dell’esperienza e rafforza il legame tra il cliente e il luogo che lo accoglie». Allo stesso tempo, il suono apre nuove opportunità per il settore dell’ospitalità, ad esempio sul fronte dell’iper-personalizzazione: proporre a un cliente fidelizzato la musica che preferisce nella stanza d’hotel o negli spazi della spa può diventare un ulteriore punto di contatto con il brand e contribuire anche a orientare positivamente i comportamenti di permanenza e di spesa.

Da questa prospettiva emerge una riflessione più ampia: l’accessibilità non riguarda solo le barriere architettoniche o i servizi dedicati, ma il modo in cui ciascuno vive e percepisce gli spazi.

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«L’accessibilità nell’ospitalità non si limita solo all’ambiente fisico», ha spiegato Giovanna Voltolini, Exhibition manager di Hospitality. «Anche il suono ha un ruolo importante: dalla gestione dei volumi alla progettazione acustica. Curare questi dettagli significa creare spazi più armoniosi e inclusivi, rispettando le esigenze di chi ha particolari sensibilità uditive».

Una prospettiva che richiama anche la riflessione di Matteo Cavagnini, atleta di basket paralimpico, che a Casa Futuro ha invitato a superare il concetto stesso di inclusione: più che “includere” qualcuno, ha sottolineato, la vera sfida è costruire contesti in cui le differenze siano considerate parte naturale della comunità, e non un’eccezione da accogliere.

Accanto a questo tema, il dibattito a Sanremo ha approfondito anche l’evoluzione delle tendenze di viaggio. Secondo il creativo ed event specialist Luca Andrea Marazzini appassionato di AI etica, l’accoglienza si muoverà lungo due direzioni complementari: «Da una parte luoghi sempre più tecnologici, pensati per migliorare il benessere delle persone. Dall’altra crescerà una nicchia opposta: quella dell’ospitalità che permette il full digital detox. In un mondo iperconnesso, potersi disconnettere diventerà un vero privilegio».

Tra musica, idee e contaminazioni tra mondi diversi, la presenza di Hospitality a Casa Sanremo ha offerto agli operatori del settore un confronto ricco di stimoli e spunti.

Perché accogliere oggi significa progettare esperienze complete: curare i luoghi, le relazioni, l’atmosfera. E anche ciò che si ascolta — e il modo in cui lo si ascolta — può fare la differenza nel far sentire davvero ogni ospite benvenuto.


Tra i momenti più significativi dell’esperienza a Casa Futuro c’è stato anche un riconoscimento importante: Il progetto DI OGNUNO ha ricevuto il WMF Award Inclusion, dedicato alle iniziative capaci di generare impatto positivo attraverso digitale e tecnologia nel settore tourism & travel.

Lo spazio DI OGNUNO, nato ormai tre anni fa dalla volontà di Hospitality e realizzato con Village for All – V4A e Lombardini22, ha un obiettivo chiaro: contribuire a costruire un’ospitalità davvero accessibile e inclusiva. Perché l’accoglienza migliore è quella che riesce a far sentire ogni persona nel posto giusto.

Scopri il progetto e il digibook dedicato agli operatori del settore HoReCa in cui abbiamo raccolto tutti i suggerimenti e le idee per hotel, ristoranti e campeggi accessibili.