Che cosa rende davvero accogliente un luogo? La qualità degli spazi, il design, il servizio sono elementi fondamentali. Ma c'è anche un aspetto spesso meno evidente, capace di influenzare il benessere degli ospiti e il modo in cui vivono un ambiente: il suono. Non si tratta soltanto di scegliere una playlist o creare una piacevole atmosfera, ma di dare forma a una dimensione sensoriale coerente con l'identità di una struttura.
Lo dimostrano le esperienze di Mochela e OOOM Homely Suites, vincitori dell'Hospitality Award – Note di Inclusività e Accoglienza, il riconoscimento promosso da Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza in collaborazione con WMF – We Make Future.
Dopo aver approfondito il ruolo del sound design nell'ospitalità nella nostra news “Il suono dell'ospitalità: come musica e sound design trasformano l'esperienza in hotel, ristoranti e bar”, raccontiamo due progetti che dimostrano come il suono possa essere leva di benessere e inclusione, una scelta progettuale capace di incidere sul modo in cui un luogo viene percepito, vissuto e ricordato.
Il benvenuto passa anche dal suono
Pur operando in contesti molto diversi, Mochela, bistrot e spazio culturale di Rovereto, e OOOM Homely Suites, struttura ricettiva di Lecce, condividono la stessa convinzione: la dimensione sonora non rappresenta un elemento accessorio, ma contribuisce a definire la personalità di un luogo.
Per OOOM Homely Suites tutto nasce da una domanda: come trasmettere il senso dell'accoglienza anche in una struttura dove il check-in avviene in autonomia? La risposta è stata quella di costruire un ambiente in cui luce, temperatura, musica e tecnologia dialogano tra loro, accompagnando l'ospite fin dal primo ingresso.
Come spiega Riccardo Comper di OOOM Homely Suites:
«La musica è un linguaggio universale. Non ha bisogno di traduzioni, supera le differenze culturali e crea immediatamente una connessione emotiva con lo spazio. Per noi è stato il modo di trasformare una tecnologia di accesso autonoma in un'accoglienza profondamente umana.»
La scelta musicale dialoga con il design, i materiali e la luce, contribuendo a creare un ambiente armonico nel quale ogni elemento concorre a trasmettere equilibrio e benessere.
Anche per Mochela la musica è parte integrante del progetto fin dalla sua nascita. Non accompagna semplicemente il tempo trascorso nel locale, ma contribuisce a definirne il carattere e il modo in cui le persone lo vivono. Lo racconta Giacomo Comencini di Mochela:
«Abbiamo capito che il suono può rendere uno spazio più accogliente, rilassato e umano, contribuendo a creare esperienze autentiche e relazioni tra le persone.»
Il paesaggio sonoro come spazio di relazione
Se nel progetto di OOOM Homely Suites il suono rappresenta il primo gesto di benvenuto, per Mochela diventa uno strumento capace di costruire comunità.
Concerti, eventi live e una costante attenzione alla qualità dell'ascolto hanno contribuito negli anni a trasformare il locale in uno spazio di incontro, dove ci si ritrova non solo per la proposta gastronomica, ma anche per il clima umano e culturale che lo caratterizza.
Come osserva Giacomo Comencini:
«La musica riesce a mettere in relazione persone diverse senza bisogno di grandi mediazioni. Contribuisce a creare momenti condivisi, genera conversazioni, emozioni e partecipazione.»
Questa visione si traduce anche in scelte concrete. Mochela ha investito nel comfort acustico attraverso interventi pensati per ridurre il rumore di fondo e favorire un ascolto più confortevole. Le collaborazioni con realtà come Rock Spectrum rafforzano inoltre un approccio che considera il suono uno strumento di partecipazione, espressione e inclusione.
Anche OOOM Homely Suites valuta il successo del proprio progetto attraverso le reazioni degli ospiti. Più che descrivere la componente sonora, molti raccontano ciò che hanno provato entrando nella struttura: una sensazione di calma, familiarità e benessere.
«Quando luce, temperatura, musica e accesso sono coordinati tra loro, gli ospiti non percepiscono singole tecnologie, ma un'unica esperienza di accoglienza. È in quel momento che capiamo di aver raggiunto il nostro obiettivo.»
Una risorsa ancora poco esplorata
Le esperienze dei due vincitori suggeriscono una riflessione che riguarda l'intero settore dell’HoReCa. Se design, servizi e innovazione tecnologica sono ormai elementi centrali nella progettazione dell'ospitalità, il suono e il comfort acustico rappresentano ancora un'opportunità in parte inesplorata.
Per Giacomo Comencini, la musica viene troppo spesso considerata un semplice sottofondo, mentre il rumore eccessivo può compromettere il benessere delle persone e la qualità delle relazioni. Riccardo Comper osserva inoltre che gli ospiti ricordano soprattutto ciò che hanno provato durante il soggiorno: una luce, un'atmosfera, una sensazione di tranquillità che nasce dall'armonia tra i diversi elementi dello spazio.
Sebbene abbiano scelto percorsi differenti, Mochela e OOOM Homely Suites arrivano alla stessa conclusione: il suono non è un semplice elemento di contorno, ma una componente dell'ospitalità al pari della luce, del design o dei materiali. Prestare attenzione anche alla dimensione sonora significa creare ambienti più confortevoli, inclusivi e capaci di mettere davvero le persone al centro. Una prospettiva che invita il settore a considerare il paesaggio sonoro come parte integrante della qualità dell'accoglienza.
Guarda le interviste ai vincitori sul nostro canale Youtube!
Giacomo Comencini che racconta Mochela
Riccardo Comper e Stefano Gaffuri che raccontano OOOM Homely Suites











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