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 Lunedì 4 Ottobre 2021
  CONTRACT & WELLNESS 

Attenti alla crescente sensibilità verso il tema della sostenibilità e spinti dal desiderio dei consumatori di instaurare una rinnovata connessione con l'ambiente, architetti e designer stanno rendendo la natura sempre più protagonista delle proprie progettazioni. Lungo questa strada si inserisce il concetto di “design biofilico”, che implica l’integrazione dei principi e degli elementi naturali negli studi di design e architettura. Ciò include ad esempio l'installazione di un muro di piante all’esterno di un edificio, piuttosto che la semplice creazione di ampie finestre con telai dai colori chiari che si affacciano su un giardino.


Ma perché questo concetto è oggi più che mai di tendenza?

La maggior parte delle persone si sente meglio quando si trova in mezzo alla natura, tuttavia vive e lavora in spazi urbanizzati sconnessi dal mondo naturale: ciò è diventato un problema particolarmente sentito e prioritario. Il design biofilico cerca di rispondere a questo problema e si lega tema della sostenibilità, della salute e del benessere.

Il biologo di Edward O. Wilson ha delineato il concetto di biofilia negli anni '80. La biofilia, disse nel 1984, “è la tendenza innata a concentrare il proprio interesse sulla vita e sui processi vitali”, avanzando l’ipotesi che le persone abbiano un bisogno intrinseco di essere in armonia con la natura. Fu Stephen R. Kellert, professore di ecologia sociale, a riprendere questa idea coniando il termine “design biofilico”.

 

Un trend in crescita

Chi pratica il design biofilico oggi sostiene che non è più solo una tendenza, ma un'aspettativa e un bisogno. Le persone desiderano sempre più elementi ecologici, stimolanti ed esteticamente gradevoli nei loro uffici, nelle abitazioni, nei negozi e nelle strutture ricettive. “..Perché una vista sul giardino può esaltare la nostra creatività; perché ombre e altezze instillano fascino e paura; e perché la compagnia degli animali e le passeggiate in un parco hanno effetti riparatori e curativi”, ha riferito la società di consulenza ambientale Terrapin Bright Green in un articolo del 2012 intitolato "The Economics of Biophilia”.

A confermare questo bisogno, basti pensare che nell'ultimo anno, le visite ai parchi nazionali americani hanno registrato numeri mai visti prima. Il Parco Nazionale di Yellowstone, ad esempio, ha registrato il suo anno più profittevole assistendo a un aumento dell’11% delle visite rispetto al 2019. 

Crescono anche le vendite presso negozi di giardinaggio specializzati e rivenditori, soprattutto on line, con appassionati collezionisti e neofiti alla ricerca di piante e accessori capaci di trasmettere i principi e i benefici della natura.

 

Dalla creazione di oasi verdi all’uso di prodotti naturali: esempi di design biofilico

Il design biofilico passa per gli spazi commerciali e residenziali realizzati con componenti vegetali. Ne è un famoso esempio il Bosco Verticale, una coppia di grattacieli residenziali di Milano le cui terrazze ospitano oltre 900 alberi e piante. Facendo tappa in Vietnam troviamo invece il caso di AM House, progettata da CTA Architects che ha voluto integrare l’ambiente esterno con l’interno per offrire ai residenti uno spazio in cui dimenticare il trambusto della città di Ho Chi Minh e contemplare la natura. Gli interni sono rivestiti in legno scuro e pietra includendo speciali giochi d'acqua, mentre ampie finestre assicurano una vista sulla vegetazione da qualsiasi punto della casa.

Al contempo, l’utilizzo di materiali organici sta soppiantando le tecniche tradizionali dell’edilizia, a favore della creazione di progetti più eco-friendly ed economici. L’Atelier Luma ha puntato a richiamare la natura attraverso l’utilizzo di materiali organici per realizzare piastrelle a base di sale, alghe e scarti di girasole che si prestano a un’incredibile varietà di applicazioni. Le alghe hanno la proprietà di consumare CO2, mentre gli scarti di girasole sono ideali per l'isolamento e il fonoassorbimento.

Altro ingrediente essenziale e caratteristico del design biofilico è l’illuminazione, ispirandosi alle serre che fungono da vetrina per il verde offrendo luce e calore per tutto l’anno. Grandi finestre e pareti di vetro negli spazi abitati consentono di ottimizzare l’esposizione alla luce naturale e di ridurre le distanze percepite tra ambiente esterno e interno. Al Palm Court presso la Tenuta di Reschio in Umbria, gli spazi sono costellati di alte palme e mobili in bambù e gli ospiti possono sorseggiare un tè o un cocktail sotto un ampio tetto di vetro, coccolati dalla luce del sole.

Anche le strutture ricettive possono quindi intercettare il desiderio dei propri ospiti di riconnettersi alla natura cercando di integrare l’ambiente esterno con l’interno, trasformando spazi comuni e cortili in oasi verdi, privilegiando l’uso di prodotti realizzati con materiali organici, ma anche semplicemente pensando a un design dalle forme curvilinee che evochi il mondo naturale, o riempiendo gli spazi di piante e luce. Dalle pareti e i pavimenti alle strutture portanti, il design biofilico si può declinare con creatività in ogni aspetto di una progettazione volta a promuovere un legame sempre più forte con l'ambiente.