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 Lunedì 19 Luglio 2021
  MARKET TRENDS 

Sempre più donne viaggiano da sole, anche in Italia. Un trend per il settore del turismo e dell’ospitalità che fotografa il significativo cambio di mentalità nei Paesi del mondo con un’economia più sviluppata e con abitanti più propensi al viaggio.

Al di là degli stereotipi, il solo travel al femminile è un fenomeno da indagare per l’industria dell’ospitalità che deve essere in grado di adeguare la propria offerta e differenziarla in base alle caratteristiche e alle aspettative di questo target.

Partiamo da qualche dato…

Dal report “Global solo travel study”, diffuso un paio di anni fa dalla British Airways, era emerso che oltre il 63% delle donne italiane intervistate aveva già fatto almeno una vacanza da sola, e il 73% stava pianificando di farne una.

Lo studio - effettuato su un campione di oltre 9.000 persone, uomini e donne tra i 18 e i 64 anni, provenienti da Gran Bretagna, Stati Uniti, Francia, India, Germania, Cina, Brasile e Italia - ha permesso di rilevare altri elementi interessanti:

oltre il 54% delle intervistate ha dichiarato di voler viaggiare da sola per la libertà e l’indipendenza nell’organizzazione del viaggio. Per il 48% altro fattore molto importante, la possibilità di scegliere la meta;

Oltre il 43% degli intervistati italiani ha indicato, tra le attrattive del viaggiare da soli, il fatto di incontrare nuove persone e fare esperienze uniche.

Identikit delle donne in viaggio

Forse scontato, ma meglio sottolinearlo, il fatto che le “solo travellers” non sono necessariamente single. Le donne desiderano essere protagoniste attive della propria vacanza, sin dalle fasi di ricerca e prenotazione, e prestano particolare attenzione alla sostenibilità e al benessere olistico, anche quando viaggiano per affari. Si tratta di un target alto spendente ed esigente, che predilige pacchetti completi altamente esperienziali.

Hotel “su misura” e non solo 

 

L’ospitalità delle donne che viaggiano sole rappresenta non solo una opportunità ma anche una sfida per il mondo dell’hôtellerie. Sono ancora poche infatti le strutture e i tour operator che prevedono strategie di marketing e offerte specializzate e dedicate a questo segmento.   

La società di consulenza alberghiera Teamwork, partner della nostra Hospitality Academy, ha elaborato una sorta di vademecum per le strutture ricettive che potete consultare a questo link.

È bene predisporre pacchetti e servizi dedicati alle donne viaggiatrici, attenzione però a non cadere in banalità: non tutte hanno gli stessi interessi e, al di là del kit da bagno di cortesia o del numero diretto di un parrucchiere o di un centro estetico, quello che davvero conta è sempre la predisposizione dello staff e un’accoglienza professionale e di qualità. Per il turismo al femminile serve quindi un modello di ospitalità inclusivo e al passo con i tempi.

Leggi anche la news dedicata a “Ospitalità del futuro: inclusione e sostenibilità al centro delle esigenze del turista LGBTQ+”.